Prof. Franco Corno

 

Emorroidi

Dilatazioni varicose dei vasi posti al di sotto del rivestimento epiteliale del canale anale.

CAUSE
Si riconoscono diversi fattori che possono predisporre all'insorgenza delle emorroidi: la familiarità, fattori ormonali, cattive abitudini alimentari e non solo (un'alimentazione povera di scorie, la stitichezza, una stazione eretta prolungata, i prolungati tentativi di spingere per evacuare, l'abuso di lassativi), l'eccesso di peso, alcuni sport (ciclismo, motociclismo, equitazione, body-building), la gravidanza...

INCIDENZA
Uomini e donne sono colpiti allo stesso modo, anche se le donne sono più a rischio: la gravidanza e il parto sono due momenti in cui l'aumento della pressione addominale può causare la comparsa o la riacutizzazione della emorroidi. Particolarmente frequenti nei paesi civilizzati (4-5%), soprattutto in età avanzata (45-65 anni).

SEGNI E SINTOMI
Possono non dare alcun segno di sé, oppure provocare un senso di peso o di fastidio nella regione anale, bruciore e/o prurito anale, emissione di muco e, più frequentemente, emissione di sangue rosso vivo con le feci o dopo la defecazione.

CLASSIFICAZIONE
In base alla posizione si distinguono in emorroidi interne ed esterne. A seconda delle loro dimensioni e mobilità (riducibilità o meno) possono essere classificate in quatto gradi.
I GRADO: semplici dilatazioni venose interne nel canale anale.
II GRADO: dilatazioni che fuoriescono dal canale anale durante l'evacuazione o la spinta (prolasso) per poi ritornare spontaneamente nel canale anale
III GRADO: prolasso con necessità di ricondurlo manualmente all'interno.
IV GRADO: : prolasso irriducibile, cioè non riducibile manualmente nel canale anale

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Emorroidi di 2° grado k Emorroidi di 3° grado k Emorroidi di 4° grado

 

COMPLICANZE
Trombosi: condizione dovuta alla presenza di un coagulo di sangue all'interno di un gavocciolo emorroidario, che diventa gonfio, duro e molto dolente. Può essere rimosso chirurgicamente con una piccola incisione oppure lasciato in sede in modo tale che si riassorba (in 15 giorni circa).

DIAGNOSI
Visita proctologica: anamnesi (ricerca dei fattori predisponenti e dei sintomi), esplorazione rettale ed anoscopia (evidenziazione delle emorroidi)

TERAPIA
L'indirizzo terapeutico varia a seconda del grado e della eventuale presenza di complicanze.
Norme igienico-dietetiche: accurata pulizia dell'ano con detergenti neutri; eliminare cibi piccanti o speziati, insaccati, cioccolato, ridurre il consumo di alcool e caffè; assumere una giusta quantità di fibre, frutta e verdura, garantire un adeguato apporto idrico: 1.5-2 litri!
Farmaci: numerosi farmaci in commercio con azione vasoattiva e vasotonica possono alleviare e talvolta risolvere i sintomi in caso di emorroidi di I o II grado.

TERAPIE
Per emorroidi di II o III grado esistono terapie ambulatoriali quali:

LEGATURA ELASTICA: alla base del nodo emorroidario, si applica un elastico che nell'arco di una settimana provoca la caduta dell'emorroide senza causare dolore.

SCLEROTERAPIA: iniezione all'interno del gavocciolo emorroidario di una sostanza irritante che provoca una reazione infiammatoria all'interno del vaso con una conseguente chiusura del medesimo.

CRIOTERAPIA: attraverso l'impiego del freddo come mezzo fisico, si procede alla distruzione del nodo emorroidario.

LEGATURA DELLE ARTERIE EMORROIDARIE: consiste nella legatura mediante individuazione con una sonda doppler delle arterie del plesso emorroidario. Tale strumento viene denominato HLA ( haemorroidal ligation arthery).

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Legatura elastica k Scleroterapia k Crioterapia

 

In sala operatoria (in regime di ricovero ospedaliero): l'intervento chirurgico è necessario in caso di emorroidi di III o IV grado o di emorroidi complicate. L'intervento più diffuso e consolidato è l'emorroidectomia che consiste nella escissione chirurgica del gavocciolo emorroidario mediante forbici o elettrobisturi o strumenti più sofisticati (Ultracision, Ligasure,..) alla quale segue la guarigione della ferita per prima intenzione tramite sutura della medesima (tecnica chiusa) oppure per seconda intenzione (tecnica aperta). Più recentemente sono sorte nuove tecniche che fanno uso di suturatrici meccaniche o stapler.

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