Prof. Franco Corno

 

Neoplasie colorettali

INCIDENZA
Nell'uomo il carcinoma del colon-retto rappresenta la terza causa di morte: il primo posto è occupato dal tumore del polmone, il secondo da quello dello stomaco. Nella donna il tumore del colon-retto è secondo, dopo il tumore della mammella. Ogni anno in Italia oltre 20mila persone si ammalano di carcinoma del colon-retto: su 100mila abitanti, 30-50 persone sono colpite dal carcinoma del colon-retto. L'età maggiormente interessata è la fascia compresa tra i 60 e i 70 anni. La maggior parte (95%) dei tumori maligni del colon-retto deriva dai POLIPI ADENOMATOSI O ADENOMI.

COS'E' UN POLIPO
Un polipo è una estroflessione (o "sporgenza") che dal piano della parete intestino ("mucosa") si eleva verso il lume dell'intestino. Un polipo può avere caratteristiche assolutamente benigne oppure maligne o intermedie, definite con "certezza" soltanto dopo un esame al microscopio.
Ciò che definisce le potenzialità di trasformazione maligna di un polipo è il suo grado di displasia! La "displasia" consiste in una alterazione della proliferazione e differenziazione delle cellule, ovvero delle capacità di crescita e sviluppo delle cellule. La displasia può essere lieve o moderata o grave.

CLASSIFICAZIONE DEGLI ADENOMI

Tubolari: i più frequenti (2/3 dei casi), il loro diametro talora (4%) supera i 25 mm minor rischio di trasformazione in carcinomi (5%)

Villosi: i meno frequenti (1 su 10), il 50% supera i 20 mm. di diametro maggior rischio di trasformazione (40%)

Misti: 25% dei casi, il 30% supera i 20 mm rischio intermedio di trasformazione (22%)

Il rischio di trasformazione neoplastica di uno o più polipi dipende quindi da diversi fattori:
- numero di polipi (esistono anche "poliposi" = almeno 100 polipi, familiari e non)
- diametro della lesione
- architettura
- grado di displasia
In considerazione di quanto detto, quindi, è importante ricercare con accuratezza la presenza di polipi nel colon-retto (con opportuni esami: v. oltre) e asportare il più radicalmente possibile quelli "sospetti"
Polipi "sospetti":
diametro > 25 mm
architettura istologica villosa
altre caratteristiche fissità, consistenza dura, superficie ulcerata e/o sanguinante

SEGNI, SINTOMI E DIAGNOSI

SEGNI E SINTOMI
- dolori addominali (alcune settimane o mesi di malessere intermittente con fugaci spasmi)
- alterazioni dell'alvo (stipsi alternata a diarrea, talora diarrea acquosa, falsa diarrea)
- sangue nelle feci (macroscopicamente evidente oppure occulto)
- muco nelle feci
- anemia progressiva, soprattutto se compare dopo i 40 anni
- perdita progressiva di peso

DIAGNOSI
Visita coloproctologica: anamnesi, esplorazione rettale
Esami strumentali: endoscopia (colonscopia totale) + biopsia delle eventuali lesioni "sospette", Rx clisma a doppio contrasto, Ecografia transrettale, TC addome (ecografia addome superiore ed inferiore).

TRATTAMENTO
Endoscopico: (durante colonscopia):
- a scopo preventivo nelle lesioni che meritano soltanto ripetuti controlli a distanza di tempo (screening)
- a scopo curativo, tramite asportazione o polipectomia, se non vi sono controindicazioni.
Chirurgico: (con accesso laparotomico o laparoscopico):
- se l'asportazione endoscopica non è risultata completa, oppure in caso di carcinoma invasivo.

Le opzioni chirurgiche variano a seconda della localizzazione, dimensioni, estensione e del grado di diffusione della malattia (nonché dall'eventuale presenza di complicanze nei carcinomi avanzati).
Ai buoni risultati che si possono ottenere in termini di radicalità oncologica, quando la neoplasia ha una estensione limitata, si contrappone talora la condizione di dover ricorrere, soprattutto per le lesioni che interessano il terzo medio-inferiore del retto, al confezionamento di una stomia con l'inevitabile scadimento della qualità di vita del soggetto.
L'obiettivo principale che il chirurgo si pone di fronte ad una neoplasia del colon-retto è riuscire ad attuare un trattamento chirurgico, con intento radicale, e prevenire le recidive locoregionali, cercando di preservare nelle localizzazioni rettali medio-basse l'integrità funzionale dello sfintere anale.

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